La macchina fotografica è per me un blocco di schizzi, lo strumento dell'intuito e della spontaneità. Fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a questo punto l'immagine catturata diventa una grande gioia fisica e intellettuale. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. È un modo di vivere.

(Henri Cartier-Bresson)

martedì 13 marzo 2012

UN GIRO IN MONGOLFIERA


UN GIRO IN MONGOLFIERA
«Non ho nessuno scopo, voglio soltanto divertirmi!... Davvero, io vivo lassù solo per mio diletto»
(Giornale di bordo dell'aeronauta Giannozzo - Johann Paul Friedrich Richter)
Questa piccola guida è per coloro che decidono di volare per la prima volta in mongolfiera.
Volare in mongolfiera è un’esperienza bellissima alla portata di tutti ed offre la possibilità di vedere il mondo da una prospettiva completamente diversa  dal normale; a differenza di un aereo il volo è molto più lento e tranquillo ed offre la possibilità di osservare il panorama sottostante con tutta calma (e di scattare anche  foto molto dettagliate grazie alla bassa velocità del mezzo).
La data del decollo viene concordata con l’equipaggio ed è legata alle condizioni meteorologiche, in particolare al vento per consentire un volo tranquillo ed in tutta sicurezza.  Vi verrà richiesto di fornire il vostro peso.
È consigliabile un abbigliamento sportivo ed eventualmente con un paio di scarpe di ricambio; la temperatura  in quota non varia molto da quella a terra. 
Preparazione e briefing
Una mongolfiera,  per quanto possa sembrare strano, non occupa molto spazio: la cesta, il pallone ripiegato in una sacca, il bruciatore, le bombole di propano e tutta la strumentazione per il volo stanno comodamente su di un piccolo rimorchio ed il tutto può essere agevolmente spostato per raggiungere la zona di decollo.
























Per il decollo (e per l’atterraggio) è necessario uno spazio aperto, pianeggiante e senza ostacoli (come alberi, tralicci ed edifici); molto spesso si utilizzano campi incolti, le dimensioni sono importanti perché c’è bisogno di spazio per distendere il pallone e gonfiarlo.
Prima del volo è importante provare il funzionamento del bruciatore a propano, esso infatti consente alla mongolfiera di volare riscaldando l’aria all’interno del pallone.
Altra cosa molto importante è stabilire la direzione del vento, sia a terra che in quota eventualmente lanciando in aria dei palloncini ed osservando poi la loro direzione.
 Il pilota provvede poi al briefing illustrando il piano di volo e le norme di sicurezza, la cesta in vimini è dotata di maniglie all’ interno e ci si può muovere liberamente senza sporgersi, non sono ammessi borsoni e/o zaini molto voluminosi dato che lo spazio è limitato, sono anche presenti delle bombole di propano d riserva.
A questo punto si distende il pallone e si comincia a gonfiare con l’aiuto di un ventilatore o del bruciatore. Le dimensioni cominciano a farsi impressionanti.


Una volta che il pallone è completamente gonfio si è pronti per il decollo.



Decollo e volo
                                                                                                                                                                        Una volta che tutti i passeggeri sono a bordo il pilota dà un colpo di bruciatore e finalmente si decolla!
L’ascesa è molto dolce e non si ha quasi la sensazione del movimento,  la mongolfiera è anche molto silenziosa , gli unici suoni che potrete sentire sono quelli del bruciatore e delle radio.
La mongolfiera  è, a tutti gli effetti, un aereomobile ed il pilota deve comunicare la sua posizione e la sua quota rispetto a quella degli altri aerei nella zona di volo.

Il pilota si tiene anche in contatto con il mezzo a terra, esso infatti segue la mongolfiera fino alla zona di atterraggio (che non sempre corrisponde con quella di decollo, dipende tutto dal vento) e provvede al recupero.

La strumentazione è molto semplice e comprende un altimetro ed un indicatore di velocità. È fondamentale l’esperienza del pilota nel capire la direzione del vento alle varie altitudini, il pilota può solo variare l’altitudine o far ruotare su se stessa la mongolfiera per mezzo di funi.
 




Il volo nel nostro caso è durato circa un’ora ed abbiamo sorvolato la città di Mondovì (CN) e se la giornata è limpida è possibile osservare a centinaia di chilometri di distanza tutta la catena delle Alpi ed anche la Corsica.
Atterraggio

L’atterraggio è forse la parte più movimentata del volo, il pilota avverte per tempo quando si sta per atterrare per permettere ai passeggeri di riporre le macchine fotografiche, le videocamere e gli occhiali.
Occorre tenersi ben saldi alle maniglie della cesta quando la mongolfiera tocca terra, il contraccolpo è meno forte di quanto si possa immaginare, una volta fermi il pilota dà il permesso di scendere dalla cesta.
Si procede poi a sgonfiare il pallone stendendolo a terra e facendogli uscire tutta l’aria residua, fatto ciò è possibile ripiegarlo nella sacca e caricare poi il tutto di nuovo sulla macchina per rientrare così alla base.
A questo punto, visto che è la prima volta che siete saliti su di una mongolfiera, vi aspetta il cerimoniale del battesimo dell’ aria……… ma di questo non posso dirvi nulla, lo scoprirete da soli!!!






Un grazie a Paolo e Monica della Slowfly Mongolfiere (http://www.slowfly.it/),a tutto il personale del porto aereostatico di Mondovì ed ai miei due compagni di viaggio Andrea e Silvia    

1 commento:

  1. Un bel reportage corredato di stupende foto! Complimenti!

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